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venerdì 27 marzo 2020

Scrivere come antidoto - Esercizio 7

Per il settimo esercizio invadiamo un altro campo artistico: la musica.
Confessatelo, in questi giorni di clausura forzata avete ascoltato un sacco di canzoni. Magari siete anche saliti in soffitta a riprendere lo strumento dimenticato dagli anni delle medie e adesso mettete a dura prova le orecchie e la pazienza dei vostri familiari conviventi.
Allora, per dare un po' di tregua anche a loro, adesso mettetevi a scrivere.


Raccontare le canzoni
Pensate alla canzone che più vi emoziona, che vi coinvolge. Adesso riflettete sulle parole (che sapete a memoria, confessatelo) e... siete pronti per scrivere un racconto basato su quel testo.
Facciamo un esempio? 
Rimmel di Francesco de Gregori. 
"Lui entrò in casa fradicio di pioggia. Si tolse l'impermeabile gocciolante e lo lasciò sull'attaccapanni, poi si sfilò i mocassini con un'imprecazione. Quando alzò gli occhi, lei era lì, in piedi, con addosso la pelliccia e tra le mani una grossa borsa che non le aveva mai visto..."

Tutto chiaro?
Buon divertimento!

Scrivere come antidoto - Esercizio 6

Creare tre personaggi (almeno) data la trama
In questo esercizio vi darò un abbozzo di trama, senza dirvi niente sui personaggi, che dovrete creare voi. Naturalmente si tratta di un artificio, perché trama e personaggi non possono vivere separatamente, ma può essere utile per comprendere alcuni meccanismi narrativi.
Insieme ai personaggi create anche l'ambientazione, l'epoca, il luogo e il genere narrativo. Così sarà più divertente.

Trama: A e B stanno insieme e hanno un progetto comune che vorrebbero realizzare in breve tempo. Conoscono C per caso, ma A sarà colpito da C al punto da mettere in discussione il progetto e da creare una separazione con B, con notevoli conseguenze.
Come vedete lo spazio di manovra è molto ampio. A e B possono essere fidanzati, o soci, e il loro progetto può essere lavorativo o sentimentale.
Se volete aggiungere altri personaggi, liberissimi. Lo stesso vale per i punti non indicati nello schema della trama, che potete aggiungere a piacimento.
Buona scrittura a tutti!

Scrivere come antidoto - Esercizio 5

La fiaba scompaginata
Lo schema narrativo delle fiabe è differente da quello dei racconti e dei romanzi moderni. I motivi sono molti, il più importante è che i fatti vengono narrati in ordine cronologico, cioè senza salti avanti e indietro nel tempo (come i flashback). 
Un altro punto di distinzione è che la fiaba viene sempre raccontata da un narratore esterno, che talvolta diventa addirittura una persona nelle vesti di Cantastorie. Ma noi vogliamo sovvertire le regole e allora:
- Pensate ad una fiaba che vi piaceva molto da piccoli, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Raperonzolo, Pollicino... 
- Adesso provate a raccontarla in prima persona, calandovi nei panni di uno dei personaggi che non sia il protagonista. Ad esempio la matrigna di Cenerentola, o uno dei topolini; o l'orco di Pollicino. Ovviamente potete anche cambiare l'ordine temporale.

Se per caso avete la fortuna di abitare con dei bambini, fatevi aiutare da loro. Mi sa che potrebbe essere divertente.
Buon gioco a tutti!

Scrivere come antidoto - Esercizio 4

Esercizio 4
Molti di noi, in questi giorni di ritiro forzato faticano a stare a casa, sentendo l'esigenza di andare in palestra, al bar o addirittura in ufficio. Allora, perché non provare a viaggiare con la fantasia?
Salgari non si è mosso da Torino, ma i suoi lettori hanno scoperto la Malesia e le Antille. Jules Verne non è mai andato sulla luna, o sotto i mari o nel centro della terra, eppure... Allora proviamo anche noi. 
- Sedetevi comodamente in casa vostra (divano, amaca in giardino, poltrona davanti al caminetto) e pensate ad un luogo che vi piace immensamente. Può essere davvero visitabile come il castello di Edimburgo o la Fifth Avenue a New York; oppure immaginario, come una stazione spaziale su Marte, la Roma di Alessandro VI, il regno del Prete Gianni o l'interno di una cellula (questo sembra proprio un trip, ma comunque...) 
- Chiudete gli occhi e immaginate quel luogo nei dettagli. Osservate ciò che si trova lì, sentite i suoni, i profumi. 
- Create un personaggio che sia lì con voi, il vostro compagno/a, un cane, un robot creato per servirvi. 
- Adesso scrivete una pagina del vostro diario come se foste veramente lì.

Pronti...via!

lunedì 23 marzo 2020

Scrivere come antidoto - Esercizio 3

Esercizio 3
Scrivere un racconto a partire dal titolo
Questo è un esercizio al contrario. Solitamente il titolo viene scelto quando la stesura è definitiva, invece noi partiremo proprio da lì.
Potete agire in due modi:
1 - Prendete un titolo famosissimo, che non sia un nome proprio (come Martin Eden, per capirci), ma che possa trasmettere qualcosa. I miserabili, Orgoglio e pregiudizio, L'isola del tesoro, La ragazza con l'orecchino di perla, Il ladro di merendine... Lasciatelo rimbalzare tra i vostri neuroni, finché sparisce il romanzo e resta soltanto il titolo. Adesso create una vicenda che possa adattarsi e scrivete un racconto (o una poesia, se preferite) che sia molto diverso dal romanzo a cui il titolo si riferisce.

2 - Prendete il romanzo che state leggendo, o uno qualunque nella vostra libreria, e apritelo a caso, in una pagina piena. Lasciate vagare le pupille lungo le frasi e scovate un gruppo di parole, una coppia, o anche una parola solitaria. (Ad esempio, scorrendo Piccole donne, ho trovato: Troppi complimenti, signorina!, Un mormorio di speranza
Sfogliando Bianco fatale di Robert Galbraith: Altre grida, L'avventore medio di un pub, Cospirazione. Annotatene alcuni, magari cambiando libro, genere e autore. Adesso scegliete quello che preferite e scrivete.

Buon lavoro! Pardon, buon divertimento!

Scrivere come antidoto - Esercizio 2

Esercizio 2
Creare un racconto da un romanzo famoso - Pensate ad un romanzo che vi è piaciuto tantissimo. Riassumetelo il più possibile fino ad ottenere un superconcentrato di poche righe.
Vi faccio un esempio: I promessi sposi
"Un nobile straniero si invaghisce di una ragazza e tenta con ogni mezzo di impedirne il matrimonio col fidanzato". Come vedete la trama diventa così scarna da poter contenere qualsiasi cosa. - Una volta scritto il vostro superriassunto, cambiate ambientazione, periodo storico, protagonisti... e scrivete un racconto che segua più o meno la trama.
Il nobile potrebbe essere di un ramo cadetto dei Romanov prima della rivoluzione russa, o un barone siciliano dell'Ottocento, o un duca inglese ai tempi di lady Diana. La ragazza... be', continuate voi.


VI faccio un altro esempio: Harry Potter
"Un bimbo orfano viene allevato malvolentieri dagli zii, ma giunto al suo undicesimo compleanno scopre di avere un DNA molto particolare". Nel vostro racconto il bimbo orfano potrebbe abitare nella Napoli del 1943, e gli zii essere delle Camicie Nere, oppure essere il pargolo di un supereroe che è morto per proteggerlo e adesso... continuate voi.
Insomma sbizzarrite la vostra fantasia.

mercoledì 18 marzo 2020

Scrivere come antidoto - Esercizio 1


Ci aspettano giorni duri, più difficili di quanto vorremmo ammettere. Dobbiamo restare in casa, incontrare gli amici al telefono o in chat. Ce la faremo, lo so, ma forse un aiutino può servire. E allora ho pensato, perché non approfittare di questo isolamento per scrivere e per far scrivere?

Così ho deciso: ogni giorno vi darò un esercizio di scrittura, che sia un po' come un gioco, ma che forse porterà a qualcosa di più concreto. Qualcosa che, quando tutto sarà finito, forse potrà vedere la luce delle stampe, perché no?

Ci state? Allora ecco il primo esercizio.





Esercizio 1: Creare una trama dati tre personaggi.
Siamo in un circo, nella prima metà del Novecento. Lei ha diciotto anni ed è una contorsionista. Lui ne ha ventotto ed è l'uomo più forte del mondo. Sono innamorati, ma nessuno dei due osa dichiararsi all'altro. La ragazza che vende i sigari, però, è gelosissima e vorrebbe l'uomo per sé.
Un giorno...
Consiglio: visualizzate con chiarezza i personaggi, dando loro caratteristiche fisiche, abbigliamento, tono di voce... Createvi uno schema essenziale della trama, pochi punti che saranno le tappe della narrazione.
Scegliete il genere che preferite, poliziesco, horror, sentimentale, storico... o nessun genere.

Fatto? Adesso potete cominciare a scrivere.

Volete una difficoltà in più? Allora usate questo incipit: 
Il pesante tendone damascato si mosse impercettibilmente. Lei alzò lo sguardo sopra di sé, la fune era tesa, pronta per l'entrata degli acrobati. Aveva ancora tempo.  

Buon divertimento!

martedì 4 giugno 2019

Perché scrivere la mia autobiografia?

Laboratorio di scrittura autobiografica

Quando ci porremo come obiettivo, a breve o lungo termine, quello di scrivere la nostra autobiografia, inevitabilmente sorgeranno delle domande, alle quali dovremo dare subito risposta. Non hanno un ordine di importanza, ma prima o poi spunteranno, siatene certi.
Cominciamo dalle domande, poi parleremo delle risposte, che non saranno mai verità assolute, ma sempre opinabili. Perché uno dei punti che dobbiamo tenere a mente, se vogliamo cominciare a scrivere, è che la scrittura narrativa non è una scienza.
Se io chiedo qual è il valore di x in una equazione matematica avrò solamente una risposta, magari multipla, e questa sarà la verità. Lo stesso accadrà per qualunque domanda scientifica, magari di chimica o biologia o astronomia.

In narrativa la verità non esiste, le risposte possono essere tutte diverse e tutte valide.
Ciò premesso, cominciamo a progettare la nostra autobiografia. Ci sediamo al tavolo del computer, oppure prendiamo in mano un nuovo quaderno, oppure ci incamminiamo a passeggiare in un bosco, e iniziamo a pensare.
Ed ecco la prima domanda.
Perché dovrei scrivere la storia della mia vita? Non mi sembra poi così interessante. 
Cancelliamo subito questa idea dalla nostra mente: tutte le vite sono interessanti e possono essere raccontate, dobbiamo solo capire il perché.

giovedì 30 maggio 2019

Cos'è la scrittura autobiografica - 1


Scrittura autobiografica significa letteralmente “scrivere della propria vita”, ovvero raccontare una storia che ha come protagonisti noi stessi.
Se scrivere un racconto o un romanzo vuol dire creare una vicenda inventata, l’autobiografia richiede invece di analizzare la propria vita come se fosse un romanzo. È un viaggio nel nostro passato, nei nostri ricordi, nel nostro vissuto, ma con occhi nuovi, occhi di scrittore.
Questo è un enorme vantaggio: usare la memoria per raccontarci, ma con parole che avvincano anche chi forse leggerà la nostra storia. La ricerca delle parole, delle frasi, dello stile più adatto a narrare episodi accaduti realmente è ciò che rende meravigliosa l’autobiografia. Rivivere momenti emozionanti, o terribili, o riesaminare ciò che ci era parso banale e inutile con uno sguardo limpido, da osservatore nuovo, significa prendere le distanze e ripensare alla storia della nostra personalità, del nostro carattere come se fossimo veramente il personaggio di un romanzo.
Anche chi abbiamo incontrato nel nostro cammino, la nostra famiglia, gli amici, gli affetti più profondi, diventerà soggetto narrativo. La trasformazione di queste emozioni in parole costituisce un filtro che ci permetterà di provare una meraviglia nuova, sconosciuta verso ciò che abbiamo provato e magari ribalterà situazioni, trasformando i problemi vissuti in occasioni, che solamente creando il “film” della nostra vita potremo provare come registi.


Per informazioni sul laboratorio:
Per iscrizioni:
mariateresa.carpegna@gmail.com

martedì 21 maggio 2019

Laboratorio di scrittura autobiografica, 8 giugno 2019

Sabato 8 giugno
dalle ore 9,30 alle 12,30
a Coazze

Laboratorio di scrittura autobiografica

Scrivere di sé è una forma di narrazione affascinante, che richiede, oltre alle capacità di scrittura, anche quelle di analisi del proprio vissuto, con occhi distaccati e nuovi. 
Dedicare tempo e impegno all'autobiografia è un'attività stimolante, ma complessa; coinvolge totalmente chi scrive fin dalla prima parola e trasforma l'autore in personaggio, donandogli la possibilità di vivere infinite volte.


In questo laboratorio

- affronteremo le modalità che l'autobiografia richiede,
- leggeremo brani di scrittori che hanno deciso di ritrarre loro stessi e di raccontare la propria storia,
- proveremo ad organizzare un progetto a lungo termine per realizzare una vera opera autobiografica.




Ecco i punti che analizzeremo insieme: 
- Osservare noi stessi è come specchiarsi in un lago increspato: nuove sfaccettature ci appaiono ad ogni istante
- Descrivere noi stessi significa creare un personaggio complesso, con un passato conosciuto, ma ancora da interpretare e svelare. Ogni descrizione di noi sarà diversa e ci condurrà verso nuovi noi stessi.
- Rivivere il proprio passato, le sconfitte, gli errori, le vittorie e le gioie significa vivere una libertà totale, significa creare nuove emozioni e vederle con occhi diversi
- Analizzare la nostra storia con lo sguardo narrativo ci permetterà di comprendere che ogni vita è degna di essere raccontata, che non esistono vicende banali, ma solo scritture banali.
- Incontreremo ancora vecchi amici, conoscenti ormai dimenticati e li vedremo come personaggi da far agire, da far recitare su un palcoscenico organizzato da noi.

Costo del laboratorio: 30,00 euro
Il laboratorio si terrà a Coazze.
Per informazioni: mariateresa.carpegna@gmail.com

domenica 31 marzo 2019

Due settimane per raccontare


Un incontro casuale al parco

di Elena Mignola

Roberta aveva un’oretta per camminare un po’ prima di entrare in ufficio. La primavera stava scoppiando, allora decise di fare un giretto al parco comunale. Era un po’ stanca, le girava leggermente la testa, e pensò al cambio di stagione.
Si sedette su una panchina di legno verde piena di scritte; davanti a lei un enorme albero dalla chioma tondeggiante mostrava i suoi fiori rosa e lei lo ammirava chiedendosi che tipo di albero fosse.
Ad un certo punto le si avvicinò un signore anziano, ben vestito, con un bastone in mano e si sedette al suo fianco. La osservava cercando di non farsi troppo notare, poi le sorrise e iniziò con il dirle che quel pomeriggio faceva un gran caldo per la stagione. A Roberta fece un po’ tenerezza, immaginava la solitudine di quel uomo. Poi, come se lui avesse intuito i suoi pensieri, o almeno fu quello che lei pensò, le raccontò di essere vedovo da anni, ma di essersela sempre cavata da solo con un certo orgoglio. 
Le fece capire svelandole il lavoro che aveva svolto di essere abbiente e che gli sarebbe rimasto poco da vivere. Iniziò a farle dei complimenti.  
Roberta si sentì in imbarazzo, lo salutò velocemente dicendo che doveva andare di corsa al lavoro.  

mercoledì 27 marzo 2019

Due settimane per raccontare

Un incontro casuale al parco
di Camilla Versino

Veronica guardava il laghetto davanti a lei senza interesse. La borsetta poggiata al suo fianco sulla panchina verniciata di verde, il golfino lasciato mollemente sullo schienale e le sue mani intrecciate in grembo aggiungevano alla sua espressione malinconica un tocco trasandato. Quando lui le si sedette al fianco, lei trasalì. Le era andato vicino, ma non l’aveva degnata di uno sguardo, come se il suo obbiettivo fosse solo di sedersi e riposarsi.
Veronica ne fu sorpresa perché in realtà si conoscevano molto bene e quasi indispettita per non aver ricevuto neppure un minimo saluto, continuò a guardare davanti a sé attendendo l’evolversi delle cose.
L’uomo si beava della frescura della giornata, aveva lo sguardo immerso nei pensieri e Veronica provò ad immaginarli.
“Sicuramente starà pensando alle montagne, alle gite con le figlie e le nipoti… Ha un viso disteso e sereno, non è concentrato sui suoi affanni ed è bello vederlo così, una volta tanto”.
Stettero così per tre ore buone, l’uno a sorridere e l’altra ad immaginare, finché a un certo punto l’uomo si alzò, si girò verso Veronica e la salutò cordialmente.
Lei lo guardò con tenerezza.
«Papà, ti riporto a casa, è tardi!»

lunedì 25 marzo 2019

Due settimane per raccontare

Un gioiello di famiglia
di Carmen Bassetti 

Quella mattina il caldo era già insopportabile fin dalle prime ore. Per fortuna la casa della nonna aveva muri spessi quasi un metro e le stanze del pianterreno erano fresche e profumate di erbe, stese ad essiccare vicino alle finestre a nord.
Ma perché proprio a nord? Mi chiesi. Ho sempre visto le erbe messe all’ombra ma non certo a nord! Mamma diceva sempre che a nord è la parte più fredda anche di notte, quindi, perché nonna le ha messe proprio lì? Ci sarà certamente un motivo: lo scoprirò presto.
Intanto vagavo da sola in casa, erano tutti ai campi per la mietitura ed io, troppo piccola, non potevo parteciparvi. “Troppo pericoloso!” Tuonava il nonno. “Non voglio che Linda si faccia male! Meglio che stia a casa. D’altro canto è già abbastanza grande per badare a se stessa”.
E così ero sola, che bello! Potevo curiosare dappertutto, soprattutto dove la nonna non voleva che io ficcassi il naso. Sì, perché quando la mattina presto scendevo ancora assonnata, lei era già lì, in cucina, da tempo intenta a preparare le formaggette col latte che il nonno aveva appena poco prima munto.
La cucina era piccola, accogliente, sempre la stufa accesa, anche in piena estate. Già, la nonna ci cuoceva di tutto, dalla minestra con i sapori dell’orto al coniglio che il giorno prima aveva finito il suo “soggiorno in fattoria”.
L’idea di frugare nei cassetti del vecchio buffet mi venne d’impulso, certo non avrei mai pensato di poter scovare un vero tesoro.
Ma andiamo per ordine. Il buffet da sempre mi attirava, con i suoi “cimeli”, i ricordi e le stoviglie di un lontano passato, così, non vista, azzardai una mossa. Aprire il cassetto chiuso a chiave! Già, ma dov’era la chiave? Le pensai tutte poi… dall’uscio spuntò una gallina che col suo coccodé, coccodéee mi distrasse non poco.
Cosa ci fai qui? Le chiesi. Ma lei se ne andava gironzolando per la cucina con indifferenza. Almeno così mi sembrò, perché la gallina (chi è che sostiene non siano intelligenti? Tutti gli animali sono molto intelligenti) piano piano si avvicinò ad una mensola, con un balzo salì e si mise a beccare.
La chiave!  Esultai. Aprii il cassetto di furia (da un momento all’altro poteva arrivare la nonna) e con sorpresa trovai un quaderno. Un solo quaderno, molto vecchio, copertina nera. Lo sfogliai con la fretta di quello che si sente braccato e…
Era un diario. Il diario della nonna!
Segreti? Chissà.

mercoledì 27 febbraio 2019

Corso laboratorio: scrivere un racconto


Laboratorio di scrittura narrativa in due lezioni
Due settimane

per raccontare

· Pianificare un tema
· Creare trama e personaggi
· Il dono della sintesi
· Imparare dai migliori
· L’importanza dei dettagli
· Dialoghi scoppiettanti

Giovedì 21 marzo e giovedì 28 marzo
dalle ore 18 alle ore 20
a Coazze
(La sede del corso sarà stabilita in base al numero di partecipanti)

Giovedì 21: lezione teorica ed esercitazioni
A casa:        stesura di base di un racconto breve
Giovedì 28: lezione teorica e rielaborazione dei punti deboli
A casa:        Scrittura definitiva

Costo: 60 euro
per informazioni:
mariateresa.carpegna@gmail.com
cell: 338 3938543


martedì 25 luglio 2017

Corso di scrittura alla Palazzina Sertorio

Corso - laboratorio di
Scrittura narrativa
Il silenzio delle montagne
 venerdì 4 e sabato 5 agosto
alla
Palazzina Sertorio
con Maria Teresa Carpegna

Chiusura iscrizioni: mercoledì 2 agosto ore 20

Ritrovo al rifugio Palazzina Sertorio (per indicazioni cliccate qui) alle ore 14,30 di venerdì 4 agosto. Termine corso sabato 5 agosto, alle ore 12
Costo per merenda, cena, pernottamento, colazione e corso di scrittura: 80 euro
Info e prenotazioni: mariateresa.carpegna@gmail.com
tel: 3282185043 Christian Ostorero

Nei due giorni di laboratorio alterneremo lezioni teoriche di scrittura narrativa a letture di testi d’autore, evidenziando le tematiche legate alla montagna, al silenzio, alla fatica di una vita in quota. Ad ogni punto affrontato verrà legato un momento di scrittura personale, in cui ogni partecipante potrà lasciare libera la fantasia, seguendo però la tematica affrontata e le indicazioni teoriche.
Portate un quadernetto e una biro.
Per informazioni dettagliate scrivetemi a mariateresa.carpegna@gmail.com

 Al Rifugio Palazzina Sertorio si arriva con un'ora di cammino lungo una strada molto agevole (ma non percorribile in auto, per divieto). Per informazioni: 
+393282185043 Christian Ostorero.
Christian e Cristina ci accoglieranno con un'ottima ristorazione e un ambiente perfetto per la scrittura: un rifugio in pietra con arredi in legno e un folto bosco, con tavoli immersi nel verde, ideale per lasciare libere le nostre penne. 
Importante: non c'è campo per il telefono e per internet.




lunedì 29 maggio 2017

Laboratorio scrittura young adults

Sabato 10 giugno a Coazze, 
dalle ore 10 alle ore 17
Borgata Carrà 1
Laboratorio di scrittura narrativa  
Scrivere romanzi per giovani adulti

I giovani leggono poco? Se è vero, perché? Se invece non è vero, cosa leggono?
I romanzi destinati ad un pubblico giovane devono avere caratteristiche particolari? Quali sono gli stili che i giovani prediligono? E le tematiche?

Scrivere per i giovani è come scrivere per adulti, con la differenza che i giovani sono molto più esigenti e non si accontentano di un buon inizio, di una trama avvincente o di un bel protagonista: vogliono tutto.

I romanzi destinati ad un pubblico di giovani adulti devono affrontare tutte le tematiche, senza temere di spaventarli o annoiarli. 

martedì 14 marzo 2017

Massimo Tallone, Corso di scrittura noir, a Coazze

Corso di scrittura noir
in due giornate

Sabato 25 marzo e sabato 1 aprile, 

dalle ore 14,30 alle ore 18,30

Massimo Tallone
scrittore e saggista,
terrà un corso di scrittura noir in due appuntamenti. 

Il corso, in due lezioni di quattro ore ciascuna, si terrà a Coazze.

Massimo Tallone si occuperà della teoria alla base della creazione 
di un'opera narrativa di genere noir e svilupperà alcune tecniche di composizione e malizie d'autore.
Offrirà anche la valutazione di un testo di 8 - 10 cartelle. 

Il costo del corso è di 100 euro + IVA


Per informazioni: