lunedì 23 marzo 2020

Scrivere come antidoto - Esercizio 3

Esercizio 3
Scrivere un racconto a partire dal titolo
Questo è un esercizio al contrario. Solitamente il titolo viene scelto quando la stesura è definitiva, invece noi partiremo proprio da lì.
Potete agire in due modi:
1 - Prendete un titolo famosissimo, che non sia un nome proprio (come Martin Eden, per capirci), ma che possa trasmettere qualcosa. I miserabili, Orgoglio e pregiudizio, L'isola del tesoro, La ragazza con l'orecchino di perla, Il ladro di merendine... Lasciatelo rimbalzare tra i vostri neuroni, finché sparisce il romanzo e resta soltanto il titolo. Adesso create una vicenda che possa adattarsi e scrivete un racconto (o una poesia, se preferite) che sia molto diverso dal romanzo a cui il titolo si riferisce.

2 - Prendete il romanzo che state leggendo, o uno qualunque nella vostra libreria, e apritelo a caso, in una pagina piena. Lasciate vagare le pupille lungo le frasi e scovate un gruppo di parole, una coppia, o anche una parola solitaria. (Ad esempio, scorrendo Piccole donne, ho trovato: Troppi complimenti, signorina!, Un mormorio di speranza
Sfogliando Bianco fatale di Robert Galbraith: Altre grida, L'avventore medio di un pub, Cospirazione. Annotatene alcuni, magari cambiando libro, genere e autore. Adesso scegliete quello che preferite e scrivete.

Buon lavoro! Pardon, buon divertimento!

Scrivere come antidoto - Esercizio 2

Esercizio 2
Creare un racconto da un romanzo famoso - Pensate ad un romanzo che vi è piaciuto tantissimo. Riassumetelo il più possibile fino ad ottenere un superconcentrato di poche righe.
Vi faccio un esempio: I promessi sposi
"Un nobile straniero si invaghisce di una ragazza e tenta con ogni mezzo di impedirne il matrimonio col fidanzato". Come vedete la trama diventa così scarna da poter contenere qualsiasi cosa. - Una volta scritto il vostro superriassunto, cambiate ambientazione, periodo storico, protagonisti... e scrivete un racconto che segua più o meno la trama.
Il nobile potrebbe essere di un ramo cadetto dei Romanov prima della rivoluzione russa, o un barone siciliano dell'Ottocento, o un duca inglese ai tempi di lady Diana. La ragazza... be', continuate voi.


VI faccio un altro esempio: Harry Potter
"Un bimbo orfano viene allevato malvolentieri dagli zii, ma giunto al suo undicesimo compleanno scopre di avere un DNA molto particolare". Nel vostro racconto il bimbo orfano potrebbe abitare nella Napoli del 1943, e gli zii essere delle Camicie Nere, oppure essere il pargolo di un supereroe che è morto per proteggerlo e adesso... continuate voi.
Insomma sbizzarrite la vostra fantasia.

mercoledì 18 marzo 2020

Scrivere come antidoto - Esercizio 1


Ci aspettano giorni duri, più difficili di quanto vorremmo ammettere. Dobbiamo restare in casa, incontrare gli amici al telefono o in chat. Ce la faremo, lo so, ma forse un aiutino può servire. E allora ho pensato, perché non approfittare di questo isolamento per scrivere e per far scrivere?

Così ho deciso: ogni giorno vi darò un esercizio di scrittura, che sia un po' come un gioco, ma che forse porterà a qualcosa di più concreto. Qualcosa che, quando tutto sarà finito, forse potrà vedere la luce delle stampe, perché no?

Ci state? Allora ecco il primo esercizio.





Esercizio 1: Creare una trama dati tre personaggi.
Siamo in un circo, nella prima metà del Novecento. Lei ha diciotto anni ed è una contorsionista. Lui ne ha ventotto ed è l'uomo più forte del mondo. Sono innamorati, ma nessuno dei due osa dichiararsi all'altro. La ragazza che vende i sigari, però, è gelosissima e vorrebbe l'uomo per sé.
Un giorno...
Consiglio: visualizzate con chiarezza i personaggi, dando loro caratteristiche fisiche, abbigliamento, tono di voce... Createvi uno schema essenziale della trama, pochi punti che saranno le tappe della narrazione.
Scegliete il genere che preferite, poliziesco, horror, sentimentale, storico... o nessun genere.

Fatto? Adesso potete cominciare a scrivere.

Volete una difficoltà in più? Allora usate questo incipit: 
Il pesante tendone damascato si mosse impercettibilmente. Lei alzò lo sguardo sopra di sé, la fune era tesa, pronta per l'entrata degli acrobati. Aveva ancora tempo.  

Buon divertimento!

mercoledì 11 marzo 2020

Ugo Splendore e Aharon Quincoces, Santa Marta, Compagine

Siamo in un autogrill, due individui osservano lo spettacolo agghiacciante al di fuori dei vetri sigillati: una raffineria è esplosa e ora l’aria è invasa da gas tossici, getti di schiuma e pompieri che corrono in tutte le direzioni. Danny de Vito non ha nome, ma solo una somiglianza, e lo stesso è per Edinson Cavani, così simile al calciatore. Cominciano a parlare, per passare il tempo, e continueranno per tutto il romanzo. De Vito è la terza generazione di artigiani che han fatto scarpe per mezza Finlandia, la metà ricca, e per il papa, finché papa Francesco ha detto no, io indosso scarpe povere. Cavani ha giocato davvero a calcio, ma poi si è venduto ed è stato punito, in vari modi, con diverse profondità, fino all’abisso.

Entrambi hanno sofferto per causa di altri e adesso vorrebbero vendicarsi, forse, chissà. Una vendetta piccola, ma soddisfacente, che magari non esiste. Cavani disegna in modo divino, crea emozioni così potenti da ipnotizzare. De Vito vorrebbe giocare a golf, forse.
Tutto cambia quando, dal finimondo esterno, appare una comitiva con un carro funebre. Le persone, elegantissime ma sfatte, entrano nell’autogrill, capeggiate da una donna splendida, dalle forme spettacolari contenute in un abito nero da lutto.
È l’inizio di una serie di avventure, così rapide e imprevedibili da spiazzare il lettore ad ogni pagina. Dalla calma in detonazione dell’autogrill, i due personaggi passano alla sbornia in una trattoria, per finire poi tra le mura labirintiche del Vaticano.
La scrittura di Splendore e Quincoces, autori a quattro mani di questo rocambolesco romanzo, è dinamica, bizzarra e avvolgente. Nei lunghi momenti dell’attesa, la prosa si fa lenta, divagante, gioca con le figure retoriche, con la ricchezza dei vocaboli. Poi all’improvviso impenna, scalcia e trascina con l’essenzialità delle situazioni, con la capacità di gestire il non detto.
I due autori creano un romanzo rapido e impetuoso, che si potrebbe leggere in un weekend, ma che il lettore centellina, per gustarsi ogni bizzarria, ogni colpo di scena, ogni trovata ai limiti (oltre) dell’assurdo.