martedì 21 maggio 2019

Laboratorio di scrittura autobiografica, 8 giugno 2019

Sabato 8 giugno
dalle ore 9,30 alle 12,30
a Coazze

Laboratorio di scrittura autobiografica

Scrivere di sé è una forma di narrazione affascinante, che richiede, oltre alle capacità di scrittura, anche quelle di analisi del proprio vissuto, con occhi distaccati e nuovi. 
Dedicare tempo e impegno all'autobiografia è un'attività stimolante, ma complessa; coinvolge totalmente chi scrive fin dalla prima parola e trasforma l'autore in personaggio, donandogli la possibilità di vivere infinite volte.


In questo laboratorio

- affronteremo le modalità che l'autobiografia richiede,
- leggeremo brani di scrittori che hanno deciso di ritrarre loro stessi e di raccontare la propria storia,
- proveremo ad organizzare un progetto a lungo termine per realizzare una vera opera autobiografica.




Ecco i punti che analizzeremo insieme: 
- Osservare noi stessi è come specchiarsi in un lago increspato: nuove sfaccettature ci appaiono ad ogni istante
- Descrivere noi stessi significa creare un personaggio complesso, con un passato conosciuto, ma ancora da interpretare e svelare. Ogni descrizione di noi sarà diversa e ci condurrà verso nuovi noi stessi.
- Rivivere il proprio passato, le sconfitte, gli errori, le vittorie e le gioie significa vivere una libertà totale, significa creare nuove emozioni e vederle con occhi diversi
- Analizzare la nostra storia con lo sguardo narrativo ci permetterà di comprendere che ogni vita è degna di essere raccontata, che non esistono vicende banali, ma solo scritture banali.
- Incontreremo ancora vecchi amici, conoscenti ormai dimenticati e li vedremo come personaggi da far agire, da far recitare su un palcoscenico organizzato da noi.

Costo del laboratorio: 30,00 euro
Il laboratorio si terrà a Coazze.
Per informazioni: mariateresa.carpegna@gmail.com

mercoledì 8 maggio 2019

Aliberti Gerbotto, Lovera, Cammina davanti all'ombra, Edizioni del Capricorno

In libreria dal 31 maggio
Ci sono storie che restano per anni chiuse nei cassetti della memoria, inaccessibili, nascoste. Sono storie che vengono sigillate nell’inconscio per difenderci dal dolore. La storia di Gianni Lovera è una di queste; dolorosa al limite della sopportazione, è rimasta sepolta per anni sotto sconfitte, amarezze e delusioni. Finché il suo vecchio amico Gian Maria Aliberti Gerbotto ha intuito l’importanza di questa vicenda e l’ha portata alla luce.
Gianni è solo un ragazzo quando se ne va di casa per la prima volta, lasciando la famiglia e la sicurezza di una vita agiata, insofferente alla severità di sua madre e alle troppe assenze di suo padre. Sono i suoi genitori adottivi e lui lo sa, è stato informato fin da subito, con amore e tenerezza. L’adolescenza, però, è l’età della ribellione e Gianni non riesce  vedere l’amore nei gesti severi e autoritari dei suoi genitori, soltanto il controllo. Per questo fugge, si rifugia in un modo di barboni, di sbandati, per cercare libertà e indipendenza.
Quello che non sa è che questa fuga sarà solamente uno degli innumerevoli inizi, una delle infinite prove e delusioni che la vita gli riserverà. Il suo percorso per conquistare la serenità sarà disseminato di ostacoli, sempre più duri e insidiosi, che lo intimeranno ad arrendersi.
Saranno una trasmissione televisiva e un personaggio tanto conosciuto quanto sensibile a condurlo verso la verità del passato, perché possa finalmente costruirsi un futuro.
Una biografia scritta a quattro mani che si legge come un romanzo.

giovedì 2 maggio 2019

Massimo Tallone, Non mi toccare, Edizioni del Capricorno


Per la sua nuova creatura letteraria, Massimo Tallone punta in alto e crea un romanzo ricco e complesso, utilizzando al meglio le sue ben allenate capacità narrative.
Il libro prende avvio, come nei migliori classici, da una testimonianza, che l’autore stesso si incarica di divulgare. La vicenda viene affidata a Tallone dall’unica superstite di una strage, che, rifugiatasi in una casa isolata, affacciata su una scogliera delle isole Fær Øer, gli rivela i tratti di una storia appassionante quanto incredibile.
Susanna è la testimone, una traduttrice brillante e affascinante, affetta da aptofobia, ovvero la paura del contatto fisico. Qualunque tocco, anche il più lieve, la terrorizza, facendola cadere nel panico. Susanna, uscita dall’ufficio di via Catania, a Torino, per un improvviso mal di testa, trova al suo ritorno i cadaveri insanguinati dei due colleghi. Inizia così la ricerca dei responsabili, in una caccia al tesoro che trascina il lettore, obbligandolo, ad ogni parvenza di soluzione, a rivedere tutto da capo, sotto una nuova, inquietante luce.
Per condurre chi legge in questo magico labirinto, Tallone sfodera la sua maestria di affabulatore, di narratore sempre nuovo.
I personaggi, suo cavallo di battaglia da sempre, sfidano qui ogni fantasia, mostrando caratteri e peculiarità fantasmagoriche, restando tuttavia credibili e realistici. La carrellata ha inizio a partire dall’evanescente Susanna, figura senza peso e volume, quasi un’ombra; sfiorando la sorella Ornella, concreta e positiva, eppure attratta patologicamente dagli oroscopi; proseguendo con le due vittime, la solare Linda, legata all’indecifrabile Oscar, e l’infedele Ivan, che spiazza tutti col suo humor nero. E poi Duilio, viziatissimo rampollo di farmacisti, pronto ad accorrere in caso di bisogno, e Bartolomeo Fornetti, ex collega vittima di scherzi crudeli, e via così, fino a Tano e Piero, e alle loro banalissime eppure sordide storie personali.
In questa scoppiettante giostra di misteri, indizi, inseguimenti e colpi di scena, riusciamo comunque a restare abbagliati, a frenare la curiosità e fermarci per gustare le meravigliose descrizioni degli ambienti, ad assaporare gli stati d’animo della protagonista e del narratore, che altri non è che il nostro ammaliatore Massimo Tallone.

martedì 23 aprile 2019

La focalizzazione variabile

La focalizzazione è, in narrativa, il punto di vista attraverso il quale viene raccontata la vicenda; in pratica gli occhi che permettono al lettore di vedere ciò che accade, le orecchie attraverso cui può sentire ciò che viene detto.
Può trattarsi di un punto di vista esterno ai fatti, in cui il narratore racconta senza partecipare agli eventi stessi, ma semplicemente riferendoli in terza persona, come un testimone invisibile. Si tratta di una tecnica che coinvolge nella lettura, perché chi legge può osservare ogni scena da molto vicino.
In certi casi il narratore sa tutto ciò che accade, ma proprio tutto; in qualunque luogo e in qualunque momento segue i personaggi e assiste a quel che fanno o subiscono. Si dice allora che si tratta di un narratore esterno onnisciente. Un ficcanaso totale!
Più spesso la narrazione è affidata a qualcuno che della vicenda fa parte, allora la focalizzazione sarà interna, su uno dei personaggi. Può trattarsi del protagonista stesso, che ci racconta quello che gli è accaduto, oppure di un coprotagonista o di un testimone. In questo caso il narratore potrà riferire soltanto ciò di cui è venuto a conoscenza e sarà un errore grave esprimere ciò che pensano gli altri personaggi, se non lo dicono o dimostrano con gesti ed espressioni del viso.
Ma ci sono casi più complessi, che danno grandi vantaggi nella lettura e grosse difficoltà nella scrittura. Uno di questi è la focalizzazione variabile, in cui il punto di vista che "vede" la vicenda non è quello di un solo personaggio, ma balzella da uno all'altro.
Un esempio formidabile di questa tecnica si trova nel romanzo di Robert Galbraith (alias J.K. Rowling) Il richiamo del cuculo. Per capirci, ecco qualche riga:

Robin, quando rientrò in ufficio, pensò che l'atmosfera fosse un po' tesa. Strike era seduto davanti al computer, pestando sulla tastiera. 
«Ah» fece lui. 
Sul sito web del famoso stilista aveva trovato la pelliccia che cercava. Era in vendita da appena due settimane e costava millecinquecento sterline.
Robin attese che spiegasse il motivo di quella esclamazione.

Visto? Nella prima frase siamo "nella testa" di Robin, mentre nella seguente in quella di Strike e in quella dopo ancora rimbalziamo di nuovo in quella della ragazza.
Niente male, vero?
Nella pratica, questo esercizio è piuttosto complicato e nemmeno del tutto regolare. Dunque ve lo sconsiglio, dato che si rischia di confondere il lettore. Vi consiglio invece, e molto caldamente, la lettura di questo romanzo, i cui insegnamenti tecnici sono davvero da manuale.