Imparare la scrittura narrativa non è facile, perché non si può trattare come una scienza esatta. Nessun corso di scrittura potrà mai dare delle verità assolute, assiomi o dogmi ferrei. Potrà suggerire dei principi, dare delle norme, ma resteranno sempre discutibili; ogni regola potrà essere trasformata, addirittura ribaltata nel suo opposto.
In realtà, però, nei miei corsi di scrittura e nei laboratori io elargisco regole a man bassa. E allora come la mettiamo?
Il punto è che le regole esistono, sono tante e anche molto strette, ma queste non devono essere seguite pedestremente, come se si avesse davanti un manuale di istruzioni.
Devono essere interpretate.
La scrittura narrativa è un compromesso tra quello che noi pensiamo di aver scritto e quello che gli altri leggeranno. La storia che abbiamo ben chiara nella nostra mente dovrà essere rielaborata in parole, frasi, brani, capitoli che la trasmetteranno a chi legge. Perché questa trasmissione avvenga in modo non soltanto chiaro, ma soprattutto piacevole e avvincente, l'autore e il lettore devono essere in sintonia, devono capirsi. Dunque, devono utilizzare uno stesso codice narrativo, che è, ovviamente, composto di regole.
Vi sembra un discorso campato in aria? Troppo teorico?
Provate a sedervi ad un tavolino, con un blocco di carta e una penna. Avete in mente una storia da raccontare, ma non volete ancora scriverla. Allora ne annotate solamente i punti salienti.
- Marta sale sul treno e conosce Sandro
- Fanno amicizia e parlano a lungo
- Scendono insieme alla prima stazione e vanno a cena
- All'uscita lui tenta di rubarle la borsa e lei lo uccide
- Marta scappa e torna in stazione
...
Io, che ho scritto queste poche annotazioni, ho ben in mente tutto ciò che non ho messo nero su bianco, ma voi, che le avete lette, no.
È proprio in quel "non ancora scritto" che stanno le possibili qualità e bellezza del romanzo che ne potrebbe scaturire.
Non ci credete? Allora provate a fare un semplice esperimento. Trasformate queste poche indicazioni in lungo racconto e chiedete ad un paio di amici di fare lo stesso separatamente. Ne scaturiranno tre racconti molto diversi tra loro. Quale sarà il più bello?
Se volete informazioni sul prossimo corso, cliccate qui.
mercoledì 21 febbraio 2018
venerdì 9 febbraio 2018
Corso di scrittura narrativa a Coazze
Giovedì 1 marzo avrà inizio il
Il corso è tenuto da Maria Teresa Carpegna, in collaborazione con
l'Ecomuseo dell'Alta Val Sangone
e con Periale Edizioni.
Le lezioni, di due ore ciascuna, avranno luogo per quattro giovedì consecutivi, dalle ore 18,00 alle ore 20,00
Date: 1, 8, 15 e 22 marzo
I partecipanti sono invitati ad esercitarsi a casa con la scrittura di due racconti. Al termine del corso si terrà, venerdì 6 aprile alle ore 21, nella Sala Conferenze dell'ecomuseo, l'esposizione dei racconti al pubblico, con letture a voce alta e presentazione facoltativa dei singoli autori.
Costo dell'intero corso 100 euro
Il corso si terrà con un minimo di 6 iscritti
Per iscrizioni e informazioni:
mariateresa.carpegna@gmail.com
turismo@comune.coazze.to.it
periale.edizioni@gmail.com
Corso di Scrittura narrativa
presso i locali dell'Ecomuseo di Coazze Viale Italia '61, 3Il corso è tenuto da Maria Teresa Carpegna, in collaborazione con
l'Ecomuseo dell'Alta Val Sangone
e con Periale Edizioni.
Le lezioni, di due ore ciascuna, avranno luogo per quattro giovedì consecutivi, dalle ore 18,00 alle ore 20,00
Date: 1, 8, 15 e 22 marzo
I partecipanti sono invitati ad esercitarsi a casa con la scrittura di due racconti. Al termine del corso si terrà, venerdì 6 aprile alle ore 21, nella Sala Conferenze dell'ecomuseo, l'esposizione dei racconti al pubblico, con letture a voce alta e presentazione facoltativa dei singoli autori.
Il corso si terrà con un minimo di 6 iscritti
Per iscrizioni e informazioni:
mariateresa.carpegna@gmail.com
turismo@comune.coazze.to.it
periale.edizioni@gmail.com
Il corso è indirizzato a tutti coloro che vogliono conoscere o approfondire le tecniche narrative, per la stesura di romanzi o racconti e per affrontare i passi che possono portare alla pubblicazione.
Alle lezioni teoriche alterneremo l'analisi delle tecniche stilistiche e narrative dei migliori autori.
- Da dove nasce un romanzo? Qual è la spinta valida per scrivere? Il talento si può creare?
- Cosa cerca un editore in un testo, per trasformarlo in un libro di successo?
- La mia scrittura deve essere spontanea o seguire regole ferree?
- Cosa distingue un bel romanzo da un romanzo mediocre? Che differenza c'è tra un racconto e un romanzo?
- Come si creano personaggi indimenticabili?
- Qual è il genere più adatto al mio stile?
- Come posso alternare in modo efficace scene d’azione concitata, momenti riflessivi, dialoghi brillanti e descrizioni coinvolgenti?
- Ho scritto cinquanta pagine di getto, ma adesso non riesco a proseguire. Esiste un metodo per uscire dal blocco dello scrittore?
Perché scrivere è sempre una fantastica avventura.
sabato 23 settembre 2017
Pillole di scrittura 3. Il tempo per scrivere
Sicuramente voi che leggete questo post siete degli appassionati di lettura e, appena possible, correte agli incontri con gli autori. Vi piace scoprire dalla loro stessa voce come gli scrittori descrivono la loro ultima opera, il loro lavoro, e spesso li sentite parlare della genesi del loro libro. Allora ve li immaginate seduti al computer, chini sul monitor a smanettare sulla tastiera come forsennati, o con la testa fra le mani in cerca delle parole perfette per descrivere una situazione o uno stato d'animo. Magari vi spingete fino a vederli scattare dalla sedia, afferrare al volo un cappotto logoro ed uscire a camminare nel freddo di una notte d'inverno, assetati di idee.
Vi sembra che quell'uomo o quella donna, che sanno creare con le loro parole scritte mondi fantastici, sentimenti e intrecci formidabili, abbiano un potere soprannaturale, che voi non potrete mai conquistare.
Forse, però, a quella presentazione c'è anche un lettore più curioso e coraggioso di voi, che osa spingere la sua spavalderia fino a chiedere al famoso scrittore:
- Qual è la parte più difficile della stesura di un romanzo? -
Allora, dopo aver preso fiato, l'autore forse risponderà che è l'inizio, perché l'incipit deve essere d'effetto, coinvolgente senza svelare troppo. O forse dirà che è il finale, ovvero il momento in cui la storia deve essere conclusa e i personaggi abbandonati. O ancora le fasi preliminari, quando deve essere compilato lo schema della trama, o devono essere scelti i nomi adatti ai caratteri, o l'ambientazione, e così via.
Ma se il vostro autore fosse davvero sincero, la sua risposta sarebbe:
- La parte più difficile della scrittura è trovare il tempo per scrivere. -
E in quel momento l'abisso che separa il Mago della penna dal suo pubblico attento sembra colmarsi, quella donna osannata dai critici, a cui poco fa è stato consegnato un premio prestigioso, quell'uomo con la barba curata-ma-non-troppo che tanto spesso avete visto in foto nelle pagine culturali, all'improvviso sembrano più umani, più simili a voi. Ed effettivamente è così, perché la prima vera difficoltà che anche voi dovrete superare sarà trovare il tempo da dedicare alla scrittura.
Quindi, cominciate a prendere la vostra agenda e scrivete un appuntamento con la vostra storia, perché scrivere è per prima cosa un impegno con voi stessi.
martedì 19 settembre 2017
Pillole di scrittura 2. Scrivere è immaginare.
Rispetto alla pillola di scrittura 1, sono costretta a fare un passo indietro. Se è vero che si deve cominciare a scrivere da ciò che si conosce, ovvero dalla nostra storia, dal nostro passato, da ciò di cui abbiamo esperienza diretta, è anche vero che in questo caso si cade nell'autobiografia.
La narrazione è tutt'altro.
La narrazione è invenzione, è giocare con i destini dei personaggi, creare situazioni, immaginare, usare la fantasia.
Certo, tutto ha origine dalla nostra esperienza, ma non solo, anche dalla nostra cultura, di ciò che abbiamo saputo solo tramite altri racconti, letture, immagini. Sono proprio questi i semi che faranno germogliare e crescere la nostra fantasia.
Dunque partiamo da noi e cominciamo a scrivere. Raccontiamoci; raccontiamo la nostra infanzia, narriamo un episodio della nostra adolescenza, ripeschiamo riminiscenze scolastiche dalle ragnatele dei ricordi.
E poi decolliamo, stacchiamoci da noi stessi ed entriamo in una dimensione diversa: quella dell'immaginazione.
Sono stato a scuola dalle suore? Bene, esageriamo: il mio protagonista avrà studiato in un collegio estremamente rigido, dove l'educazione era punitiva.
Ho avuto un'infanzia spensierata grazie al rapporto di estrema confidenza con la mia unica sorella? Il mio personaggio avrà una gemella identica; oppure di fratelli ne avrà quattro, ognuno con un carattere ben definito, completamente diverso da quello della mia reale sorella.
E poi via, diamo vita ad altri personaggi. All'inizio saranno magari simili alla nostra acida vicina di casa, o ad un prozio di cui serbiamo ancora ricordi affettuosi. Ma poi anche questi dovranno svaporare ed entrare nel regno della vera creazione narrativa.
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